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ArancinaMi – Per il compleanno di Putia, vi facciamo assaggiare il nostro arancino alla milanese!

Putìa, la nostra bottega del Sud, compie un anno!

Per festeggiare, abbiamo deciso di invitarvi all'evento più terrone della stagione: una sagra dell'arancino molto particolare.
Oltre ai classiconi della tradizione siciliana, vi offriremo, in anteprima assoluta, il nostro arancino alla milanese... sì, ALLA MILANESE, avete capito bene, con ossobuco e zafferano!
Vi aspettiamo numerosissimi giovedì 30 maggio, dalle 18:00 alle 21:00 in via delle Asole, accanto al nostro ristorante!

Link all'evento: https://www.facebook.com/events/2915376888533874/

ARANCINO ALLA MILANESE?!

Provocazione? Eresia? No, semplicemente una pianificata contaminazione o, secondo leggenda, un vero e proprio ritorno alle origini.
Infatti, leggenda vuole che il punto di partenza del risotto alla milanese vada cercato proprio in Sicilia e che la ricetta avrebbe raggiunto il nord Italia grazie all’aiuto di alcuni mercanti ebrei. E la Sicilia compare come terra natìa del risotto allo zafferano anche in un’altra ricostruzione: una cuoca siciliana, trasferitasi a Milano, decise di preparare i famosi arancini ma, non reperendo il necessario per il ripieno, cambiò gli ingredienti in tavola. Altri storici attribuiscono la primigenia preparazione a un mastro vetraio olandese che lavorava alle vetrate del Duomo intorno al 1560.

GLI INGREDIENTI

Il riso: Vialone Nano. Il burro: latteria di Livigno. Lo zafferano: solo pistilli, aborrita la polvere. Una cipolla. Brodo di manzo.  Ossobuco da parte posteriore.  Parmigiano Reggiano.  Mezzo bicchiere di Arneis (un po' di Piemonte).

LA RICETTA

  • tostare lungamente il riso nella cipolla precedentemente resa trasparente nel burro;
  • versare mezzo bicchiere di aromatico Arneis e aggiungere gradualmente il brodo bollente;
  • dopo 15 minuti incorporare parmigiano, burro, midollo e i pistilli di zafferano;
  • da questo momento in poi ci si allontana dalla Lombardia. Il riso non sarà cotto all’onda ma ben asciutto, avendo cura di toglierlo dal fuoco al dente. Far raffreddare.
  • infarinare l'ossobuco e cuocerlo nel burro aggiungendo del vino bianco.  Quando è stracotto, tagliare finemente la carne in punta di coltello. Se particolarmente tenero, sfilacciare con le mani;
  • modellare gli arancini inserendo il ripieno: ragù di ossobuco! Conservare in frigo per almeno tre ore;
  • preparare una pastella semiliquida di acqua e farina e impanare ogni arancino seguendo la sequenza pastella-pangrattato. Non usare l'uovo per l'impanatura. Friggere in olio di arachidi ad alta temperatura.

Se proprio non volete cucinarli, o se vi sono venuti male, ve li facciamo provare giovedi' !

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