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A capunata di mulinciani

Tra i nostri ricordi di casa, la caponata è sicuramente uno dei più belli.

Le nostre nonne cominciavano la mattina presto a friggere le melanzane e, quando arrivava il momento di sederci a tavola, tutti muti davanti alla pirofila e un “bellu filuni ri pani”.

 

Nata nel 1700, in una prima versione a base di pesce, era molto amata dagli aristocratici dell’isola, che di solito aggiungevano il “capone” (nome catanese della lampuga), dal quale molti sostengono deriverebbe il nome caponata.

Con il tempo, essendo troppo costoso per il popolo, il pesce è stato sostituito dalla più economica e facilmente reperibile melanzana, che è diventata talmente famosa da essere la protagonista indiscussa della ricetta originale.

 

Ma non pensate che di caponata ce ne sia una sola!

Ne esistono tantissime versioni ed è guerra tra le varie zone per la migliore!

 

Noi oggi vi proponiamo la versione di SlowSud, perfetta “nna staciuni” (in estate J)

 

Eccovi la ricetta!

 

COSA VI SERVE

  • Melanzane
  • Carote
  • Sedano
  • Cipolla
  • Olive verdi denocciolate
  • Pinoli tostati
  • Concentrato di pomodoro
  • Olio EVO
  • Aceto di vino
  • Zucchero
  • Sale

 

COME SI FA

  • Tagliare 3 melanzane a dadini e friggere
  • In una pentola, mettere una cipolla a rosolare con olio EVO e aggiungere 2 carote e 2 gambi di sedano a dadini
  • Lasciare cuocere per 10 minuti, poi aggiungere un cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • Allungare con mezzo bicchiere d’acqua, un cucchiaio di aceto di vino, un cucchiaino di zucchero, un pizzico di sale e mescolare.
  • Aggiungere olive verdi denocciolate e pinoli tostati. Lasciare intiepidire prima di mangiare.

 

Fateci sapere come vi è venuta!

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